INSTEM - Italy

 

INSTEM (Innovation Networks in Science, Technology, Engineering and Mathematics) è una rete Comenius che unisce l'esperienza e i risultati di un'ampia gamma di progetti relativi all'insegnamento delle scienze e della matematica in Europa. INSTEM collega ricerca, pratica e policy in modo innovativo. Gli obiettivi principali di INSTEM sono la promozione di un insegnamento inquiry-based, raccogliere metodi di insegnamento innovativi, e incrementare l'interesse degli studenti nei confronti delle materie scientifiche.

INSTEM agisce anche come fornitore integrato di materiali e tecniche di insegnamento di materie STEM basate sul lavoro svolto nel corso di progetti passati. Collabora con team nazionali per l'implementazione di un metodo efficace di insegnamento delle scienze e della matematica, utilizzando l'inqury come punto di partenza pur rimanendo aperto a qualsiasi approccio innovativo ed efficace.

INSTEM si proietta oltre le vecchie attività di tipo clearing-house adottando un approccio critico, riflessivo e onnicomprensivo nei confronti dei vari lavori di pratica e sviluppo nei progetti di tutta Europa.

 


 

L’Università degli Studi di Napoli Federico II (UNINA) (www.unina.it), tra le più antiche università europee, è la maggiore del Sud d’Italia. L’offerta formativa dell’ateneo copre i più disparati ambiti disciplinari (73 corsi di laurea triennali, 66 specialistici, 80 scuole di dottorato di ricerca, oltre a decine di master e scuole di specializzazione e perfezionamento) ed è organizzata in 26 dipartimenti e 42 centri d’ateneo. Gli studenti iscritti ammontano a circa 85000 con un corpo docente e di ricerca di circa 2500 tra professori ordinari, professori associati e ricercatori.

Le molteplici e variegate attività del gruppo di ricerca in Didattica della Fisica (GRDF) presso UNINA hanno come denominatore comune un’idea generale della pratica di insegnamento intesa come lavoro di ricerca. Il GRDF lavora quotidianamente fianco a fianco con insegnanti, educatori, ricercatori e amministratori cercando di costruire con tutti questi soggetti un comune terreno di riflessione sulla pratica educativa che dedichi particolare  attenzione ai contenuti disciplinari, alla loro possibile rivisitazione in chiave didattica, alle problematiche di natura epistemologica, ai processi di natura psicologica e cognitiva, alla rilevanza sul piano sociale della diffusione di una cultura scientifica.

Molte delle attività del GRDF sono descritte nel sito Quale Scienza Quale Educazione (http://llp.fisica.unina.it).

Le aree di interesse per le attività di ricerca del GRDF possono essere così riassunte:

 

  • riflessione sulle dimensioni sociale e culturale dell’insegnamento e dell’apprendimento delle scienze;
  • costruzione di gruppi di lavoro che coinvolgono insegnanti e ricercatori nella progettazione di percorsi educativi di lungo termine;
  • conduzione di attività di formazione iniziale e in servizio di insegnanti di tutti i gradi di istruzione;
  • progettazione di attività che indaghino le relazioni e le potenzialità dell’interazione tra contesti di apprendimento formali e informali

 

 

Le attività del GRDF comprendono:

 

  • La costruzione di collaborazioni di lungo termine (con percorsi di formazione e sperimentazione didattica) con gruppi di insegnanti afferenti a singole istituzioni scolastiche o a reti di scuole con l’obiettivo di progettare in maniera partecipata percorsi didattici laboratoriali ispirati al paradigma dell’Inquiry-Based Science Education
  • La partecipazione alla progettazione e alla conduzione delle attività didattiche dei programmi di formazione iniziale e in servizio degli insegnanti presso UNINA
  • La partecipazione alla progettazione e alla conduzione delle attività di didattica della matematica e della fisica nell’ambito del corso di laurea in scienze dell’educazione primaria presso l’Università degli Studi di Napoli Suor Orsola Benincasa
  • La partecipazione a progetti e programmi di ricerca sull’educazione scientifica finanziati dalla Commissione Europea nell’ambito dei programmi quadro passati (FP6 e FP7), di Horizon2020 e del Long-life Learning Programme
  • La progettazione a progetti e programmi di ricerca sull’educazione scientifica finanziati dal Ministero della Pubblica Istruzione italiano.

     

 

Il GRDF ha costruito inoltre negli anni uno stretto rapporto di collaborazione con la Città della Scienza di Napoli, il primo science centre in Italia. Questa collaborazione è partita dai primissimi passi nella realizzazione del museo, quando il GRDF venne chiamato a partecipare alla progettazione delle aree museali e delle attività didattiche. Il Prof. Emilio Balzano, coordinatore del GRDF, è stato direttore del dipartimento educativo di Città della Scienza nel periodo 1992-2007. Tra le tante attività realizzate in collaborazione con il museo è di particolare interesse il progetto LES (Laboratori per l’Educazione alla Scienza) (www.les.unina.it) nel quale si sono sviluppati, sperimentati e disseminati percorsi educativi che affrontano temi scientifici multidisciplinari integrando gli approcci formale e informale e facendo largo uso di ICT.

 

Descriviamo nel seguito brevemente i progetti di ricerca nei quali il GRDF è stato coinvolto negli ultimi anni che ci sembrano più rilevanti nel contesto degli obiettivi di INSTEM.

 

 

 

Life-long Learning ProgrammeScienze e Società. Pratiche di Apprendimento Permanente per gli Science & Technology Studies

 

Il progetto è stato finalizzato a promuovere e realizzare una serie di iniziative atte a valorizzare, facilitare e sostenere l’apprendimento in ambito scientifico, offrendo sia a studenti sia ad adulti opportunità di formazione che tenessero conto di specifiche esigenze.

 

Con questo intento abbiamo sviluppato tutte le azioni del progetto focalizzando l’attenzione su quelli che riteniamo debbano essere i punti rilevanti alla base di buone pratiche educative per un apprendimento permanente: stimolare la cultura dell’innovazione nell’università, nella scuola e in tutti gli ambienti deputati all’educazione scientifica; valorizzare i diversi stili di apprendimento, con attenzione particolare alle differenze culturali e di genere; innovare l’insegnamento delle scienze anche attraverso la definizione di nuovi metodi di valutazione dell’apprendimento; riconoscere la centralità del punto di vista dei formatori (insegnanti, animatori scientifici, educatori in generale), collocato socialmente e culturalmente.

 

Coerentemente con questi obiettivi, le azioni messe in campo nell'ambito di questo progetto sono consistite essenzialmente di: corsi universitari di base (nell'ambito dei corsi di studi della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali presso UNINA) rivolti a studenti in debito di esami e a cittadini non iscritti all'università; attività di integrazione alla didattica universitaria tradizionale con particolare riferimento al tutoraggio nei corsi universitari; corsi di formazione per insegnanti delle scuole dell'infanzia comunali di Napoli, integrati da incontri con i genitori degli alunni; sperimentazioni didattiche nelle scuole dell'infanzia comunali di Napoli; produzione di report e organizzazione di seminari per la diffusione dei risultati del progetto.

Altre informazioni sul progetto si possono trovare sul sito Quale Scienza Quale Educazione (http://llp.fisica.unina.it)

 

FP6PENCIL ((Permanent EuropeaN resource Centre for Informal Learning)

Negli ultimi decenni la ricerca in ambito educativo ha rivolto un’attenzione sempre crescente ai science centre (SC nel seguito) come contesti di apprendimento della scienza significativi ed efficaci. Si sottolineano in particolare alcune specificità dei SC, che li distinguono dai contesti di apprendimento formali in ragione degli stimoli che possono offrire ai visitatori: la flessibilità, che permette di entrare in sintonia con diversi stili cognitivi; il coinvolgimento, che permette in maniera naturale di mettere in relazione aspetti emotivi e cognitivi dei processi di apprendimento; l’interattività, che dà la possibilità ai visitatori di modificare in maniera semplice i parametri significativi di un esperimento e “toccare con mano” gli effetti di queste variazioni. Nel frattempo molti SC in tutto il mondo hanno dedicato un’attenzione sempre maggiore a quella parte delle proprie attività che è specificamente dedicata allo sviluppo di programmi educativi rivolti alle scuole e costruiti insieme con esse.

Nel triennio 2005-2007 il GRDF è stato coivolto nel progetto europeo PENCIL (Permanent EuropeaN resource Centre for Informal Learning) che, inspirandosi all’esperienza del progetto statunitense CILS (Center for Informal Learning and Schools, capitanato dall’Exploratorium di San Francisco), si poneva l’ambizioso obiettivo di studiare le modalità di apprendimento tipiche dei SC in vista di una loro possibile trasferibilità a contesti formali. Il progetto si è sviluppato utilizzando un approccio di ricerca-azione portato avanti in quattordici progetti pilota (condotti da altrettanti SC europei in undici diversi paesi) basati sulla costruzione di gruppi di lavoro misti SC-scuole-università-istituzioni. I progetti pilota hanno messo in campo una grande varietà di attività, obiettivi e tematiche trattate (dalla chimica, alla fisica, all’astronomia, alla matematica o alla medicina). Le attività si sono rivolte a studenti in tutti i gradi di istruzione e in alcuni casi a gruppi di insegnanti.

Il GRDF ha condotto, in collaborazione col gruppo di ricerca in science education del King’s College di Londra, un’azione di monitoraggio, supporto e valutazione dei progetti pilota di PENCIL. Il risultato di questo lavoro è contenuto in alcuni dei documenti finali prodotti per la Commissione Europea che sono reperibili alla pagina relativa al progetto sul portale Xplora gestito da European Schoolnet  (http://www.xplora.org/ww/en/pub/xplora/nucleus_home/pencil.htm),

Il documento Assesment of pilot project racconta e analizza l’esperienza dei quattordici progetti pilota di PENCIL in altrettanti case study. Elements of evaluation contiene una serie di raccomandazioni basate su un lavoro di analisi comparata dei progetti pilota in relazione a una serie di grandi temi: la gestione delle relazioni tra i soggetti coinvolti, l’uso delle risorse offerte dalla ricerca educativa, i modelli di insegnamento/apprendimento e i metodi di valutazione utilizzati, le strategie per la formazione del personale dei SC, l’enfasi su criteri di equità sociale e di genere, la sostenibilità delle iniziative messe in campo. Interpretation of gender differences presenta i risultati di uno specifico studio sulle tematiche di genere nell’apprendimento delle scienze. Criteria of innovation and quality presenta le conclusioni generali e le prospettive del lavoro di ricerca sviluppato nell’ambito di PENCIL.

FP7TRACES (Transformative Research Activities. Cultural diversities and Education in Science)

Tra il 2010 e il 2012 il GRDF è stato impegnato come partner coordinatore del progetto europeo TRACES (http://www.traces-project.eu), incentrato su una riflessione a proposito della dimensione culturale dell’apprendimento delle scienze con l’obiettivo di comprendere meglio le cause del divario esistente tra la ricerca in ambito educativo e le pratiche di insegnamento. Le attività del progetto hanno coinvolto sei diversi paesi partner (Argentina, Brasile, Colombia, Israele, Italia e Spagna) e si sono articolate lungo due anni secondo lo schema descritto qui di seguito.

Fase 1: La progettazione di un’indagine volta ad approfondire le percezioni degli insegnanti (e di altri soggetti coinvolti nel mondo della scuola) sullo stato dell’educazione scientifica, sulle proprie pratiche di insegnamento, sui vincoli strutturali caratteristici del sistema scolastico e sui possibili interventi volti a trasformare tali vincoli, sui possibili contributi che la ricerca educativa può offrire al mondo della scuola. L’analisi dei risultati delle indagini è stata sviluppata prima nei singoli paesi partner e poi a livello di consorzio, portando alla costruzione di  linee guida condivise per la strutturazione delle fasi successive del progetto.

Fase 2: Seguendo un approccio di ricerca-azione e sulla base delle linee guida prodotte nella precedente fase, si sono progettate e realizzate, in ciascun paese partner, azioni sul campo che hanno coinvolto alcune centinaia di insegnanti di tutti i gradi di istruzione.  I ricercatori coinvolti in TRACES hanno lavorato per più di un anno insieme agli insegnanti, sviluppando percorsi educativi e raccogliendo una grande mole di materiali di documentazione. La natura intrinsecamente partecipativa delle azioni sul campo ha prodotto in maniera naturale una grande varietà nelle direzioni seguite dai percorsi educativi in ragione dei diversi bisogni ed aspettative di cui si è tenuto conto a livello locale.

Fase 3: L’esperienza delle azioni sul campo è stata raccontata e analizzata in 24 case study. Attraverso l’analisi comparata dei case study e di ulteriori materiali raccolti durante la conferenza finale del progetto si è giunti alla produzione del report finale del progetto che raccoglie una serie di raccomandazioni per le future iniziative rivolte all’educazione scientifica. Le raccomandazioni suggeriscono possibili strategie per colmare il divario tra ricerca e pratica, ma pongono attenzione anche ad altre tematiche generali emerse come particolarmente rilevanti durante il progetto, come la valorizzazione delle risorse (umane e materiali) interne alle scuole o la costruzione di relazioni significative tra le scuole e i contesti socio-culturali in cui esse si collocano.

Il sito del progetto racconta tutte le fasi di sviluppo di TRACES e raccoglie tutti i documenti prodotti nel corso del progetto, dando in particolare spazio ad una presentazione più fruibile delle raccomandazioni finali.